Nel sistema fiscale italiano, la successione padre-figlio gode di condizioni agevolate, pensate per favorire il passaggio generazionale del patrimonio. Tuttavia, la normativa prevede specifiche aliquote, franchigie e obblighi che ogni erede deve conoscere. In questa guida, Nevist SCF ti accompagna nel comprendere tasse, beni soggetti a imposta e adempimenti legati alla successione da padre a figlio.
Il rapporto padre-figlio nella successione: un caso agevolato
Coniuge e parenti in linea retta: la categoria più vantaggiosa
Il fisco italiano applica regole più favorevoli quando il patrimonio viene trasferito tra genitori e figli o altri parenti in linea retta. Questo riflette la volontà del legislatore di agevolare il passaggio del patrimonio familiare tra generazioni, limitando l’impatto fiscale.
Novità dal 1° gennaio 2025: l’autoliquidazione
Dal 1° gennaio 2025, chi eredita non dovrà più attendere la liquidazione dell’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’erede (es. il figlio) dovrà autoliquidare l’imposta compilando il Quadro EF della nuova dichiarazione di successione e versare gli importi dovuti con il modello F24.
Aliquota e franchigia per la successione padre-figlio
Aliquota del 4%
L’aliquota prevista per i trasferimenti tra padre e figlio è del 4%, da applicare solo sulla parte dell’eredità che eccede la franchigia.
Franchigia di 1 milione di euro per beneficiario
Ogni figlio ha diritto a una franchigia di 1.000.000 euro. Questo significa che non si paga nulla fino a questa soglia.
Esempio pratico
- Eredità = 1.200.000 euro.
- Franchigia = 1.000.000 euro.
- Base imponibile = 200.000 euro.
- Imposta = 4% di 200.000 = 8.000 euro.
Pertanto, se l’eredità ricevuta è inferiore alla franchigia, l’imposta è zero.
Tipologie di beni e la loro tassazione specifica
- Immobili (case, terreni)
Gli immobili ereditati sono soggetti a:
- imposta ipotecaria: 2% del valore catastale o di mercato;
- imposta catastale: 1% del valore.
Importo minimo: 200 euro ciascuna.
Agevolazione prima casa
Se il figlio ha requisiti “prima casa” (residenza futura, assenza di altri immobili, ecc.), paga solo 200 euro fissi per ciascuna imposta. Un vantaggio notevole.
- Conto corrente
- Conto solo intestato al padre: l’intero saldo è soggetto a imposta.
- Conto cointestato: si presume che metà del saldo sia del figlio; solo l’altra metà rientra nell’asse ereditario. La banca blocca la parte del defunto fino alla dichiarazione.
- Titoli e strumenti finanziari
- Azioni, obbligazioni, fondi, ETF: soggetti all’imposta del 4% (oltre la franchigia).
- Titoli di Stato: esenti da imposta di successione.
Questa esenzione rappresenta un vantaggio fiscale importante per chi detiene portafogli obbligazionari pubblici.
- Aziende e partecipazioni societarie
Sono esenti da imposta se trasferite al figlio, a condizione che:
- il figlio assuma o mantenga il controllo della società;
- mantenga il possesso per almeno 5 anni;
- venga presentata una dichiarazione formale.
- Assicurazioni sulla vita
Le somme erogate dalle polizze vita:
- non fanno parte dell’asse ereditario;
- non sono soggette a imposta di successione.
Rappresentano una soluzione ideale per trasferire risorse in modo immediato e fiscalmente efficiente.
Adempimenti e pagamento dell’imposta
La dichiarazione di successione: il punto di partenza
È obbligatoria entro 12 mesi dal decesso, deve contenere:
- dati del defunto e degli eredi;
- valore e tipologia dei beni;
- quote ereditarie;
- eventuali agevolazioni richieste.
Dal 2017, si presenta solo in via telematica.
Autoliquidazione e modello F24 (dal 2025)
Dal 2025, il figlio dovrà calcolare e versare autonomamente le imposte tramite il modello F24 con codici tributo specifici (successione, ipotecaria, catastale).
Termini di pagamento e rateizzazione
- pagamento immediato o contestuale alla presentazione;
- rateizzazione disponibile oltre i 20.000 euro;
- massimo 12 rate trimestrali (o 8 per importi inferiori).
Consigli pratici per eredi e pianificatori
Conservare la documentazione
Tieni sempre a disposizione:
- atti di proprietà;
- visure catastali;
- estratti conto;
- polizze vita;
- dichiarazioni dei redditi del defunto.
Valutare l’asse ereditario netto
È necessario sottrarre i debiti (es. mutui, prestiti) per ottenere la base imponibile netta su cui calcolare l’imposta.
Pianificazione successoria preventiva
Valuta in anticipo:
- donazioni con riserva di usufrutto;
- intestazioni congiunte;
- uso di polizze vita;
- eventuale costituzione di trust o patti di famiglia.
Questi strumenti, se ben strutturati, ottimizzano il carico fiscale e semplificano la burocrazia.
Affidarsi a un professionista specializzato
La successione tra padre e figlio può apparire semplice, ma tra valutazioni catastali, agevolazioni e autoliquidazione è meglio farsi affiancare da:
- notai per gli atti formali;
- commercialisti per la dichiarazione e il calcolo delle imposte;
- consulenti patrimoniali per pianificare la gestione futura del patrimonio.
Conclusioni
La successione padre-figlio rappresenta uno dei casi più vantaggiosi nel sistema fiscale italiano. Tuttavia, con l’introduzione dell’autoliquidazione e la varietà di beni e agevolazioni applicabili, è fondamentale affrontare il processo con consapevolezza e precisione. Nevist SCF è a tua disposizione per guidarti in ogni fase: dalla dichiarazione alla pianificazione patrimoniale futura.
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Fonti consultate
- Agenzia delle Entrate – guida alla dichiarazione di successione
- D.Lgs. 346/1990 – testo unico imposta successione
- Legge di Bilancio 2025 – modifiche alla procedura di dichiarazione
- FiscoOggi – focus agevolazione prima casa in successione
- Consob – titoli di Stato ed esenzione successoria





