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TasseTasse di successione su conto corrente normale o cointestato in Italia

Tasse di successione su conto corrente normale o cointestato in Italia

Tabella dei Contenuti

Quando si apre una successione ereditaria, uno dei primi aspetti da affrontare riguarda il trasferimento dei saldi bancari. Che si tratti di un conto monointestato o cointestato, è fondamentale conoscere il funzionamento delle tasse di successione sul conto corrente, le tempistiche, gli adempimenti e le responsabilità degli eredi. Questa guida curata da Nevist SCF illustra in modo chiaro e tecnico come affrontare la questione, anche alla luce delle novità 2025.

Cos’è l’imposta di successione

Definizione: tassa sul trasferimento di beni per causa di morte

L’imposta di successione è una tassa che si applica sui trasferimenti patrimoniali dovuti al decesso di una persona. Include anche le somme presenti su conti correnti, libretti di risparmio, depositi bancari, che rientrano a pieno titolo nell’asse ereditario.

 

Novità dal 1° gennaio 2025: autoliquidazione e Quadro EF

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà più la liquidazione diretta dell’imposta. Sarà invece l’erede a calcolare autonomamente le imposte, tramite il Quadro EF della dichiarazione di successione, con versamento mediante Modello F24.

 

 

Il conto corrente normale (monointestato) in successione

Blocco del conto: come funziona e perché

Alla morte del titolare di un conto monointestato, la banca blocca il conto. Nessuna operazione è consentita, nemmeno da delegati o familiari, fino alla conclusione delle pratiche ereditarie. Il blocco tutela gli interessi degli eredi e garantisce la corretta applicazione della tassazione.

 

Inclusione nell’asse ereditario e tassazione

Il saldo al momento del decesso entra nell’asse ereditario e sarà soggetto all’imposta di successione secondo le aliquote e franchigie in base al rapporto tra il defunto e ciascun erede.

 

Sblocco del conto: la dichiarazione di successione

Per ottenere lo sblocco e l’accesso ai fondi, gli eredi devono fornire alla banca:

  • la dichiarazione di successione (se obbligatoria);
  • un atto notorio o dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica di erede.

 

 

Il conto corrente cointestato in successione

La presunzione del 50%: la regola generale

In caso di conto cointestato, la legge presume che ognuno detenga il 50% del saldo. Alla morte di uno dei cointestatari:

  • solo la sua quota (50%) entra nell’asse ereditario;
  • la quota dell’altro cointestatario rimane esente da tassazione.

 

Il conto non si blocca completamente: disponibilità per il superstite

La banca congela solo la parte del defunto. Il cointestatario superstite mantiene la piena disponibilità del proprio 50%, mentre per la parte restante sarà necessario completare le pratiche ereditarie.

 

Prova contraria: superare la presunzione del 50%

È possibile dimostrare che le quote effettive erano diverse (es. uno versava tutto e l’altro nulla), presentando opportuna documentazione bancaria. In questi casi l’imposta si applica solo sul saldo effettivamente riconducibile al defunto, ma l’onere della prova è a carico degli eredi.

 

 

Aliquote e franchigie dell’imposta di successione (aggiornate al 2025)

Le diverse aliquote in base al grado di parentela

Le aliquote variano in base al legame con il defunto:

  • 4%: coniuge, figli, nipoti, genitori, nonni;
  • 6%: fratelli e sorelle;
  • 6%: altri parenti fino al quarto grado, affini fino al terzo grado;
  • 8%: altri soggetti (es. amici, conviventi non registrati).

 

Le franchigie (soglie di esenzione)

Le soglie di esenzione (franchigie) sono:

  • 1.000.000 euro per coniuge e parenti in linea retta (per ciascun beneficiario);
  • 100.000 euro per fratelli e sorelle;
  • nessuna franchigia per gli altri.

 

Esempio pratico

  • Se una figlia eredita 800.000 euro: non paga imposta (sotto la franchigia).
  • Se eredita 1.300.000 euro, paga il 4% su 300.000 euro (1.300.000 – 1.000.000).
  • Se un amico riceve 50.000 euro, paga l’8% sull’intero importo, perché non ha franchigia.

 

 

Adempimenti e modalità di pagamento

La dichiarazione di successione

È un documento fiscale obbligatorio, da presentare entro 12 mesi dalla data del decesso. Deve includere:

  • elenco dei conti correnti e saldi;
  • elenco degli eredi;
  • grado di parentela;
  • eventuali passività del defunto.

 

Autoliquidazione e modello f24 (dal 2025)

Per le successioni aperte dal 2025, l’imposta si autoliquida nella dichiarazione. Il pagamento avviene tramite Modello F24, con codice tributo dedicato.

 

Termini di pagamento e possibilità di rateizzazione

Se l’importo supera i 20.000 euro, è ammessa la rateizzazione (di norma fino a 12 rate trimestrali), su richiesta motivata e approvata dall’Agenzia delle Entrate.

 

 

Consigli utili per la gestione del conto corrente in caso di successione

Comunicazione tempestiva alla banca

È fondamentale avvisare la banca il prima possibile. Alcune banche sospendono il conto anche in caso di semplice segnalazione di decesso da parte di terzi (es. INPS, comune).

 

Documentazione necessaria

La banca può richiedere:

  • certificato di morte;
  • codice fiscale di defunto ed eredi;
  • atto notorio o dichiarazione sostitutiva;
  • copia dichiarazione di successione (se prevista).

Ogni istituto ha moduli interni e tempistiche proprie: è bene informarsi preventivamente.

 

Valutare la cointestazione: pro e contro

Cointestare un conto può facilitare l’accesso ai fondi per il superstite, ma non elimina l’obbligo di tassazione sulla quota del defunto. Inoltre, in presenza di più eredi, può complicare la ripartizione.

 

 

Conclusione

In caso di successioni articolate — ad esempio con testamenti, patrimoni distribuiti su più Paesi o rapporti bancari complessi — è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati.

Un commercialista esperto in successioni può aiutare a compilare correttamente la dichiarazione e ottimizzare il carico fiscale, mentre il notaio è indispensabile quando sono coinvolti immobili o disposizioni testamentarie. Infine, un consulente patrimoniale è il partner ideale per pianificare con lungimiranza la trasmissione del patrimonio e garantire continuità agli obiettivi familiari.

 

Nevist SCF accompagna i propri clienti in ogni fase, dalla gestione della pratica di successione alla costruzione di strategie patrimoniali di lungo termine, assicurando competenza, trasparenza e un approccio personalizzato.

 

 

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