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TasseTasse di successione in Italia: tipologie e casi specifici

Tasse di successione in Italia: tipologie e casi specifici

Tabella dei Contenuti

Gestire un’eredità non significa solo occuparsi della spartizione dei beni. È fondamentale conoscere le tasse di successione in Italia, che possono incidere in modo significativo sul valore effettivamente trasmesso agli eredi. In questa guida firmata Nevist SCF esploriamo tutto ciò che c’è da sapere sulla tassazione dell’eredità, dai beni imponibili alle agevolazioni, dalle aliquote agli adempimenti burocratici.

 

 

L’imposta di successione: concetti fondamentali

Cos’è e quando si applica

L’imposta di successione è un tributo dovuto allo Stato quando, a seguito della morte di una persona, i suoi beni e diritti vengono trasferiti a eredi o legatari. La tassazione scatta al momento del passaggio di proprietà per causa di morte, indipendentemente dalla volontà testamentaria o dalla successione legittima.

Soggetti coinvolti: eredi e legatari

Sono tenuti al pagamento:

  • gli eredi, che subentrano in tutto o in parte al patrimonio del defunto;
  • i legatari, che ricevono beni specifici indicati nel testamento.

La responsabilità fiscale è individuale e proporzionale al valore ricevuto.

Novità dal 1° gennaio 2025: autoliquidazione e quadro EF

Dal 2025 è previsto che sia l’erede stesso a calcolare e versare l’imposta, attraverso il quadro EF della nuova dichiarazione di successione telematica. Viene quindi abbandonata la liquidazione centralizzata da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

Tipologie di beni soggetti a imposta di successione

L’insieme di beni soggetti a imposta di successione è una categoria molto eterogenea di asset materiali e non.

Immobili e diritti reali immobiliari

Rientrano in questa categoria:

  • abitazioni, uffici, terreni, negozi, ecc.;
  • diritti reali: usufrutto, nuda proprietà, servitù, diritto di superficie.

Oltre all’imposta di successione, sono dovute:

  • imposta ipotecaria (2%, minimo 200 euro);
  • imposta catastale (1%, minimo 200 euro).

Conto corrente, libretto di deposito e titoli

Tra gli asset tassabili troviamo:

  • saldo dei conti correnti o libretti alla data del decesso;
  • titoli: azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni, quote di società non quotate.

Partecipazioni sociali e aziende

Le quote societarie o l’intera azienda entrano nell’asse ereditario. La loro valutazione ai fini fiscali può essere complessa, soprattutto in assenza di bilanci aggiornati.

Beni mobili, gioielli, opere d’arte, crediti

Nell’asse ereditario rientrano anche:

  • arredi, veicoli, collezioni, gioielli;
  • crediti vantati dal defunto (es. somme da incassare).

Altri beni e diritti

Qualsiasi diritto o bene trasmissibile (es. brevetti, royalties, usufrutti) è tendenzialmente soggetto a imposta di successione.

 

Beni esclusi o esenti dall’imposta di successione

TFR e indennità di fine rapporto

Il trattamento di fine rapporto e le indennità da rapporto di lavoro non sono imponibili, in quanto escluse dall’asse ereditario.

Beni culturali (con vincoli)

I beni culturali vincolati non oggetto di compravendita e correttamente dichiarati possono godere di esenzioni o agevolazioni particolari, in base all’art. 13 del D.Lgs. 346/1990. Rientrano in questa categoria immobili, oggetti, aree o complessi che, visto il loro valore storico, artistico, archeologico, etnoantropologico o paesaggistico, sono sottoposti a tutela e protezione giuridica. Un esempio di bene culturale vincolato può essere quindi rappresentato da un castello o da un monumento.

Titoli di stato e titoli equiparati

Sono esenti dall’imposta:

  • BTP, BOT, CCT;
  • titoli garantiti dallo Stato italiano.

Aziende o rami d’azienda (con agevolazioni)

Esenti se il beneficiario dell’eredità:

  • è coniuge o discendente del defunto;
  • prosegue l’attività per almeno 5 anni;
  • presenta apposita dichiarazione sostitutiva.

 

Aliquote e franchigie: il calcolo dell’imposta

Aliquote in base al rapporto di parentela

Le aliquote dell’imposta di successione sono progressive in base al grado di parentela:

  • 4%: coniuge, figli, genitori, nonni, nipoti;
  • 6%: fratelli e sorelle;
  • 6%: altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterale fino al 3° grado;
  • 8%: altri soggetti (es. amici, conviventi non registrati, fondazioni, associazioni).

Franchigia: la soglia di esenzione dall’imposta

L’imposta si applica solo sulla parte eccedente le seguenti soglie:

  • 1.000.000 euro per coniuge e parenti in linea retta;
  • 100.000 euro per fratelli e sorelle;
  • 1.500.000 euro per soggetti portatori di handicap grave (legge 104/1992);
  • nessuna franchigia per altri soggetti.

Esempio: se un figlio eredita un immobile da 900.000 euro, non paga nulla. Se ne eredita uno da 1.200.000 euro, paga il 4% su 200.000 euro.

 

 

Adempimenti e pagamento dell’imposta

Dichiarazione di successione: obbligatoria e telematica

Va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso, anche se non vi sono beni imponibili. Deve contenere:

  • l’elenco dei beni ereditati;
  • la lista dei soggetti chiamati all’eredità;
  • la relazione di parentela e relative quote.

Dal 2017 è obbligatoria la modalità telematica.

Modalità di pagamento: autoliquidazione e F24

Dal 2025 l’imposta va autoliquidata nella dichiarazione di successione telematica e versata con Modello F24, indicando i relativi codici tributo.

Termini di pagamento e rateizzazione

Se l’importo è superiore a 20.000 euro, è ammessa la rateizzazione. In ogni caso, il versamento deve avvenire nei tempi previsti per evitare interessi e sanzioni.

 

 

Casi specifici e particolarità

Conto corrente cointestato: la quota del defunto

Si presume che in un conto cointestato ciascun titolare detenga il 50% del saldo. Il tutto salvo diversa dimostrazione documentale che attesti una diversa ripartizione delle somme. In ogni caso, solo la quota del defunto entra nell’asse ereditario. 

Assicurazioni sulla vita: fuori dall’asse ereditario

I capitali erogati da assicurazioni sulla vita ai beneficiari non fanno parte dell’eredità e sono esenti da imposta di successione, in quanto soggette a tassazione separata ex art. 34 del D.Lgs. 346/1990. Per questo motivo, sono uno degli strumenti più utilizzati per una pianificazione successoria efficiente

Debiti del defunto: deducibili dall’asse

I debiti documentati (mutui, finanziamenti, passività verso terzi) sono deducibili dall’attivo ereditario e abbassano la base imponibile.

Donazioni pregresse: riunione fittizia

Le donazioni effettuate in vita ai futuri eredi vanno riunite fittiziamente all’eredità, per determinare aliquote e franchigie. Questo vale anche se il bene è già stato trasferito, in quanto serve a evitare l’elusione dell’imposta.

 

 

Consigli per la pianificazione successoria

Consulenza professionale: commercialista, notaio, avvocato

Rivolgersi a un professionista esperto in materia successoria permette di:

  • valutare l’impatto fiscale per ogni scenario;
  • rispettare le tempistiche e gli adempimenti;
  • minimizzare il carico tributario per gli eredi.

Nevist SCF offre assistenza completa su eredità, successioni, donazioni e pianificazione patrimoniale.

Valutare strumenti di pianificazione

Tra gli strumenti utili:

  • testamento pubblico o olografo;
  • donazioni in vita;
  • cointestazione di beni;
  • polizze vita o trust patrimoniali.

Questi strumenti aiutano a distribuire meglio i beni, evitare contenziosi tra eredi e ridurre l’imposizione.

Attenzione alle norme regionali e locali

Anche se l’imposta è statale, alcune Regioni a statuto speciale (es. Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna) hanno facoltà di introdurre disposizioni integrative o modificative, in particolare per le successioni su immobili situati in quei territori.

 

 

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Fonti consultate

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