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ObbligazioniCome investire in obbligazioni: guida completa

Come investire in obbligazioni: guida completa

Tabella dei Contenuti

Introduzione


Le obbligazioni sono strumenti finanziari spesso percepiti come sicuri e semplici, ma richiedono attenzione e competenza per essere realmente efficaci in un portafoglio ben strutturato. 

Che tu sia un investitore prudente alla ricerca di rendimenti stabili, flussi di entrata costanti e ben definiti o un risparmiatore che vuole diversificare dal mercato azionario, capire le dinamiche di strumenti come la duration e la convexity è fondamentale. Questi due indicatori sono alla base della gestione del rischio di tasso d’interesse, influenzano la volatilità del tuo portafoglio e determinano la reattività delle tue obbligazioni ai cambiamenti macroeconomici. In questo articolo esploreremo in dettaglio questi concetti, fornendo esempi pratici e strategie applicabili anche a chi non è un esperto.

Cos’è la duration e perché è importante


Definizione di duration


La duration misura il tempo medio ponderato entro cui riceverai i flussi di cassa (cedole e rimborso del capitale) di un’obbligazione. Viene utilizzata per stimare la sensibilità del prezzo del bond alle variazioni dei tassi d’interesse: più alta è la duration, più il prezzo dell’obbligazione oscilla al variare dei tassi. Questa metrica è fondamentale per comprendere il rischio tasso, che rappresenta uno dei principali rischi per chi investe in bond.

Duration e rendimento

Obbligazioni con duration elevate offrono in genere un potenziale di rendimento più alto in contesti di calo dei tassi di interesse, poiché il loro prezzo tende a salire più sensibilmente rispetto a titoli con duration più breve. Tuttavia, questo vantaggio si accompagna a un rischio maggiore in caso di rialzo dei tassi, che può comportare perdite significative sul valore di mercato del titolo.

È importante sottolineare che la duration non garantisce un comportamento meccanico. Nell’ultimo periodo, infatti, nonostante il calo dei tassi, molte obbligazioni con alta duration non hanno reagito come previsto, deludendo le aspettative di alcuni investitori. Questo dimostra che il contesto di mercato gioca un ruolo chiave e che duration e convexity vanno sempre letti in relazione al ciclo economico complessivo.

Storicamente, la decorrelazione tra obbligazioni a lunga duration e mercato azionario si manifesta in modo evidente solo durante crisi profonde dei mercati azionari. In questi momenti, le banche centrali spesso intervengono con tagli drastici dei tassi per rilanciare l’economia, rendendo più conveniente l’indebitamento per le imprese. È proprio in questi contesti che i bond a lunga duration tendono a salire con forza, fungendo da vera ancora di stabilità nei portafogli.

Ricordiamoci che i tassi di interesse determinano il costo del denaro: quando sono elevati, il credito diventa più costoso, rallentando gli investimenti e la crescita aziendale. Per questo, comprendere il legame tra duration e politica monetaria è fondamentale per fare scelte obbligazionarie più consapevoli.

Per questo motivo, ogni settimana forniamo aggiornamenti di mercato attraverso la nostra newsletter, mi raccomando iscriviti se il tuo obiettivo è quello di avere informazioni indipendenti per i mercati finanziari

Duration e scadenza


La duration non corrisponde necessariamente alla scadenza dell’obbligazione. Due bond con la stessa data di scadenza possono avere duration diverse, a seconda della struttura delle cedole. Un’obbligazione zero-coupon o tasso fisso 0%, ad esempio, non prevede cedole periodiche e rimborsa tutto il capitale alla scadenza: in questo caso, la sua duration coincide esattamente con la scadenza. Al contrario, un bond che paga cedole regolari restituisce parte del capitale man mano, attraverso i flussi di interesse. Questo accorcia il tempo medio di incasso per l’investitore e di conseguenza riduce la duration.

Il concetto è semplice: più velocemente l’investitore recupera il proprio capitale, più bassa sarà la duration. Le cedole, quindi, non sono solo una fonte di rendimento, ma anticipano parte del rimborso, diminuendo la sensibilità dell’obbligazione ai movimenti dei tassi. Chi investe in un titolo senza cedola riceve l’intero ammontare solo alla fine, mentre chi detiene un bond con cedole riceve flussi intermedi che abbassano il rischio di tasso, almeno in termini di duration.

Quale obbligazione scegliere

La scelta della duration ideale dipende in primo luogo dal tuo orizzonte temporale, ma non solo. Se prevedi di mantenere l’investimento fino alla scadenza, potresti essere meno esposto alle oscillazioni di mercato e quindi meno sensibile alla duration. Tuttavia, se il tuo approccio è più dinamico, ad esempio se prevedi di vendere l’obbligazione prima della scadenza o segui regolarmente l’andamento del tuo portafoglio, allora la duration diventa un elemento cruciale nella gestione del rischio di prezzo.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il grado di decorrelazione che la duration può offrire rispetto all’azionario. Come abbiamo visto, obbligazioni con duration elevate possono rivelarsi un ottimo paracadute nei momenti di vera crisi sui mercati azionari, quando le banche centrali intervengono abbassando bruscamente i tassi. In questi scenari, un’esposizione obbligazionaria ben calibrata può fare la differenza.

Per questo motivo, l’orizzonte temporale è solo uno dei fattori da considerare. L’altro elemento fondamentale è la strategia personalizzata, costruita sulla base dei tuoi obiettivi, della tua tolleranza al rischio e della struttura del tuo patrimonio.

Ed è proprio ciò che facciamo in Nevist SCF: costruiamo portafogli su misura, con l’unico obiettivo di aiutarti a raggiungere i tuoi traguardi di vita, in modo coerente e consapevole. Se vuoi scoprire come migliorare la qualità e l’efficienza dei tuoi investimenti, richiedi un’analisi gratuita: è il primo passo verso un futuro finanziario più solido.

Non tutte le obbligazioni sono uguali. Quando si costruisce la componente obbligazionaria di un portafoglio, è importante distinguere tra le principali categorie di obbligazioni, che si differenziano per grado di rischio, rendimento atteso, liquidità e sensibilità al contesto macroeconomico.

Ecco una panoramica completa delle tre tipologie più comuni:

Obbligazioni governative

Le obbligazioni governative sono titoli emessi da Stati sovrani, come i BTP italiani, i Bund tedeschi, i Treasury americani o le obbligazioni di altri Paesi sviluppati o emergenti.

Pro:
  • elevata sicurezza dell’emittente (soprattutto se il Paese ha un alto rating);
  • liquidità molto alta sul mercato secondario (soprattutto per titoli di grandi economie);
  • fiscalità agevolata in Italia (12,5% per titoli di Stato italiani o equiparati);
  • strumento ideale per finalità difensive, conservative e de-correlative
Contro:
  • rendimento spesso inferiore rispetto ad altri tipi di obbligazioni;
  • sensibilità ai tassi di interesse (soprattutto per titoli a lunga scadenza);
  • rischio Paese nei casi di emittenti con debolezza macroeconomica (es. Paesi emergenti).

Obbligazioni corporate investment grade

Le obbligazioni corporate investment grade sono emesse da aziende private con un rating creditizio elevato (generalmente da BBB- in su secondo S&P).

Pro:
  • rendimenti generalmente più elevati rispetto ai titoli governativi;
  • ampia varietà di emittenti, settori e scadenze;
  • spesso ben rappresentate in ETF e fondi obbligazionari globali.
Contro:
  • tassazione al 26% in Italia, più penalizzante rispetto ai titoli di Stato;
  • maggiore rischio di credito rispetto ai bond governativi;
  • in periodi di recessione o tensioni settoriali, possono soffrire in termini di prezzo e spread.
  • Mancanza di de-correlazione nei confronti dell’azionario
  • Tagli minimi spesso da 100.000 euro, che non permettono una sufficiente diversificazione nel portafoglio, se non per patrimoni molto elevati

Obbligazioni high yield (alto rendimento)

Le obbligazioni high yield, note anche come junk bond, sono emesse da aziende con rating basso (inferiore a BB+ secondo S&P), che quindi presentano un rischio di insolvenza più elevato, ma compensano con rendimenti potenzialmente molto alti.

Pro:
  • rendimenti più elevati tra tutte le categorie obbligazionarie;
    utile strumento di diversificazione settoriale o tematica (es. small cap, energia, tecnologia);
  • spesso decorrelati dai titoli governativi.
Contro:
  • maggiore probabilità di default;
  • volatilità più alta, simile a quella azionaria in alcuni casi;
  • soffrono molto nei periodi di crisi o quando il credito si contrae;
  • liquidità inferiore per molte emissioni.
  • Alta correlazione con il mercato azionario
  • Tagli minimi spesso da 100.000 euro, che non permettono una sufficiente diversificazione nel portafoglio, se non per patrimoni molto elevati

Cos’è la convexity e il suo ruolo nell’investimento obbligazionario


Definizione e funzione della convexity


La convexity è una misura che affina l’analisi della duration, mostrando la curvatura del rapporto prezzo/tasso. Mentre la duration presuppone una variazione lineare del prezzo al cambiare dei tassi, la convexity considera che in realtà la relazione sia curva. A parità di duration, un bond con convexity più alta reagisce meglio ai cambiamenti estremi dei tassi.

Convexity positiva e negativa


Una convexity positiva significa che l’obbligazione perde meno valore quando i tassi salgono e ne guadagna di più quando i tassi scendono. Al contrario, una convexity negativa, tipica dei bond callable, limita il potenziale di rialzo del prezzo e aumenta la sensibilità al ribasso.

Utilizzo pratico

La convexity diventa importante quando si gestiscono portafogli obbligazionari di medio-lungo periodo o in fasi di grande instabilità dei tassi. Investire in bond con buona convexity può mitigare i rischi di ribasso inattesi.

Rischi e vantaggi legati a duration e convexity


I rischi principali

  • volatilità: duration elevate implicano oscillazioni maggiori nel prezzo;
  • perdita potenziale in caso di rialzo tassi;
  • rischio di reinvestimento, specialmente con duration brevi in contesti di ribasso dei tassi;
  • rischio di convexity negativa nei titoli callable.

Vantaggi strategici

  • possibilità di protezione contro l’inflazione (duration lunga);
  • diversificazione e decorrelazione con l’azionario, in particolare in scenari di risk-off;
  • possibilità di pianificare flussi di cassa coerenti con le scadenze dei tuoi obiettivi.

Decorrelazione con l’azionario


L’inserimento di bond a lunga duration può migliorare la resilienza del portafoglio azionario, soprattutto in fasi di stress di mercato. Tuttavia, un eccesso di duration in contesti inflazionistici può diventare un problema. La convexity aiuta a rendere il tutto più flessibile e meno vulnerabile a movimenti estremi.

Caratteristiche principali da considerare nella scelta di un’obbligazione

Rating dell’emittente: un indicatore della solidità finanziaria

Sul sito di Teleborsa puoi consultare i rating aggiornati dei Titoli di Stato italiani, uno strumento utile per valutare l’affidabilità creditizia dell’emittente pubblico.

Per quanto riguarda le obbligazioni corporate, puoi fare riferimento alle principali agenzie di rating internazionali, come Standard & Poor’s, Moody’s o Fitch, che analizzano la solidità finanziaria delle aziende e attribuiscono un giudizio sulla loro capacità di rimborsare il debito.

Tipologia di tasso: fisso, variabile o misto

Borsa Italiana è senza dubbio una delle fonti più complete e affidabili per ottenere tutte le informazioni tecniche su un’obbligazione: dalle date di pagamento delle cedole alla scadenza, fino ai dettagli su prezzo, rendimento e caratteristiche specifiche del titolo.

Duration e convexity: per la gestione del rischio tasso

Su Borsa Italiana è possibile reperire molte informazioni utili su un’obbligazione, come le cedole, la scadenza, il prezzo e il rendimento lordo. Tuttavia, alcuni dati fondamentali per una corretta valutazione del rischio, come la duration e la convexity, non sono sempre disponibili.

Per questo, qui in Nevist SCF utilizziamo software professionali di consulenza finanziaria che ci permettono di analizzare nel dettaglio questi indicatori, essenziali per una gestione efficace del rischio di tasso. Questo ci consente di costruire portafogli obbligazionari più efficienti e coerenti con il profilo e gli obiettivi di ogni cliente.

Liquidità sul mercato secondario

Quando si investe in obbligazioni, la liquidità è un fattore fondamentale da considerare, spesso trascurato da chi si concentra solo su cedole e rendimenti. La liquidità rappresenta la facilità con cui un titolo può essere acquistato o venduto sul mercato senza causare variazioni significative nel prezzo. In altre parole, un’obbligazione è liquida quando puoi disinvestire in modo rapido e con costi contenuti.

Un modo pratico per valutare la liquidità di un bond è consultare il grafico degli scambi giornalieri disponibile su Borsa Italiana. Questo grafico mostra il volume di transazioni effettuate quotidianamente su quel titolo. Più è alto il volume, maggiore è la probabilità di trovare controparti disposte a comprare o vendere, e quindi maggiore è la sua liquidità.

Perché è così importante? La risposta sta nello spread denaro-lettera, ovvero la differenza tra il prezzo di acquisto (ask) e il prezzo di vendita (bid). Obbligazioni poco liquide tendono ad avere spread più ampi, il che si traduce in costi impliciti più alti per l’investitore. Anche se spesso non visibili in modo diretto, questi costi possono erodere in modo significativo il rendimento effettivo dell’investimento.

Ad esempio:

  • un bond molto liquido potrebbe avere uno spread di 0,10%, quindi compri a 100,10 e vendi a 100,00;

     

  • un bond illiquido potrebbe avere uno spread di 0,80% o più, quindi compri a 100,80 e vendi a 100,00.

     

Capisci bene che in quest’ultimo caso, solo per entrare e uscire dall’investimento, potresti perdere l’equivalente di quasi un anno di cedola, soprattutto se il titolo ha una bassa cedola.

Ecco perché, in Nevist SCF, valutiamo sempre attentamente anche la liquidità dei titoli in fase di costruzione del portafoglio. Evitare strumenti illiquidi ti permette non solo di migliorare l’efficienza del rendimento, ma anche di aumentare la flessibilità nelle scelte future, soprattutto in caso di ribilanciamento o cambiamenti improvvisi negli obiettivi personali.

Tendenzialmente i BTP, obbligazioni governative italiane, sono strumenti altamente liquidi e ben scambiate

Scadenza: da coordinare con il tuo orizzonte temporale

Uno dei grandi vantaggi delle obbligazioni rispetto ad altri strumenti finanziari, come le azioni, è la certezza della scadenza. Quando acquisti un bond, sai esattamente quando ti verrà restituito il capitale, a condizione che l’emittente sia solvibile. Questo elemento rende le obbligazioni particolarmente adatte per chi ha obiettivi temporali precisi, come finanziare l’università dei figli, acquistare casa, o pianificare un trasferimento.

Ad esempio:

  • se tra cinque anni hai bisogno di liquidità per un progetto, puoi scegliere un’obbligazione con scadenza coerente a quel momento;

     

  • a differenza del mercato azionario, dove non puoi sapere né quandose realizzerai un certo guadagno, con un’obbligazione conosci fin dall’inizio la data di rimborso del capitale.

     

Questa visibilità temporale ti permette di costruire un piano d’investimento molto più prevedibile e stabile. È per questo che, in ambito di consulenza finanziaria, parliamo spesso di matching tra scadenza del titolo e obiettivo dell’investitore. Se la scadenza è troppo lontana rispetto al tuo orizzonte, potresti dover vendere in anticipo esponendoti al rischio di mercato. Se è troppo vicina, potresti ritrovarti con liquidità da reinvestire in un momento poco favorevole.

Valuta: per valutare il rischio di cambio

Quando acquisti un’obbligazione emessa in valuta diversa dall’euro, oltre al rischio di credito e al rischio di tasso e al rischio emittente ti esponi anche al rischio di cambio. Questo significa che il rendimento effettivo del tuo investimento non dipenderà solo dalla cedola e dalla variazione del prezzo del bond, ma anche da come oscillerà il tasso di cambio tra la valuta estera e l’euro.

Se la valuta si rafforza rispetto all’euro, il tuo rendimento migliora. Ma se si indebolisce, potresti anche subire una perdita netta, nonostante l’obbligazione abbia pagato regolarmente le cedole.

Come puoi vedere da questo grafico, da Ottobre 2022 a Maggio 2025 il dollaro ha perso il 18% nei confronti dell’euro: questo aspetto non è assolutamente da trascurare

Esempio reale: bond in dollari USA (USD)

Prendiamo un caso concreto basato sul grafico EUR/USD. Un investitore europeo che ha acquistato un’obbligazione in dollari nell’ottobre 2022, quando il cambio era intorno a 1,00, si ritrova a maggio 2025 con un cambio che è risalito a circa 1,18. In termini pratici, significa che l’euro si è rafforzato di circa il 18% nei confronti del dollaro.

Il risultato? Nonostante l’obbligazione abbia magari pagato un interesse annuo del 4–5%, l’effetto negativo del cambio ha annullato o addirittura superato i rendimenti ottenuti, portando a una perdita reale in euro. In sostanza, il guadagno in dollari è stato vanificato dalla svalutazione della valuta americana rispetto all’euro.

Esempio 2: bond in lira turca (TRY)

Caso ben più estremo: supponiamo di aver acquistato nel 2021 un bond turco in lira turca (TRY) con un rendimento annuo del 12%. A prima vista, un rendimento molto allettante. Ma nello stesso periodo, la lira turca ha perso oltre il 50% del suo valore rispetto all’euro.

Questo significa che, nonostante le cedole elevate, il controvalore in euro del capitale investito si è più che dimezzato. In pratica, l’investitore avrebbe subito una perdita netta del 30-40%, al netto delle cedole incassate.

Morale: non basta guardare la cedola. Quando scegli un’obbligazione in valuta estera, devi valutare la stabilità della moneta e la tua tolleranza al rischio di cambio. In Nevist SCF, analizziamo sempre questi aspetti prima di includere strumenti non in euro in portafoglio, e, se serve, proponiamo anche coperture dal rischio di cambio per proteggere il capitale in valuta estera.

Regime fiscale: in Italia, i titoli di Stato hanno tassazione al 12,5%, mentre i corporate bond sono tassati al 26%

Uno degli aspetti spesso trascurati quando si valutano le obbligazioni è la tassazione sui rendimenti. Eppure, l’impatto fiscale può modificare in modo significativo il rendimento netto effettivo percepito dall’investitore. In Italia, la normativa distingue in modo chiaro tra:

  • Titoli di Stato italiani e di Paesi white list (UE o equiparati): tassazione agevolata al 12,5% su cedole e plusvalenze;

     

  • Obbligazioni corporate, bancarie e sovranazionali extra-UE: tassazione ordinaria al 26%.

     

Cosa significa nella pratica?

Supponiamo tu stia valutando due obbligazioni con rendimento lordo identico del 4% annuo:

  • se scegli un BTP, il rendimento netto sarà pari al 3,5% (tassazione 12,5%);

     

  • se scegli un bond corporate, il rendimento netto scende a 2,96% (tassazione 26%).

     

A parità di rendimento lordo, quindi, i titoli di Stato italiani beneficiano di una fiscalità più favorevole, che li rende più efficienti dal punto di vista fiscale, soprattutto nei portafogli a lungo termine o in quelli con obiettivi di reddito costante.

Implicazioni per la strategia

Questo differenziale fiscale può essere decisivo nella costruzione di portafogli efficienti, specie in contesti di tassi bassi, dove ogni decimale guadagnato conta. È anche un elemento da tenere in considerazione quando si valutano ETF obbligazionari o fondi, i cui sottostanti possono includere titoli soggetti a tassazioni diverse.

Strategia obbligazionaria per il tuo portafoglio

Costruzione della curva delle duration


Una strategia efficace prevede una distribuzione bilanciata delle duration. Questo approccio, noto come “laddering”, ti permette di minimizzare l’esposizione a rialzi repentini dei tassi e al contempo di reinvestire periodicamente a condizioni più favorevoli.

Diversificazione tra emittenti

Combinare titoli governativi, corporate investment grade e high yield permette di modulare rendimento e rischio. A seconda della fase economica, alcuni settori saranno più adatti di altri.

H3: esempio pratico
Un investitore con orizzonte a 10 anni potrebbe allocare:

  • 40% in obbligazioni governative con duration 2–5 anni;
  • 30% in corporate bond investment grade con duration 5–7 anni;
  • 30% in bond a lunga scadenza e alta convexity per diversificare e proteggere dal rischio azionario.

Diversificazione tra le valute

Oltre alla diversificazione per durata ed emittente, è utile valutare anche una diversificazione valutaria mirata, che consiste nell’includere nel portafoglio obbligazioni denominate in valute diverse dall’euro, come dollaro USA, franco svizzero o corona norvegese. Questa scelta può offrire vantaggi importanti, come:

  • accesso a economie con politiche monetarie indipendenti da quella della BCE;
  • opportunità di rendimento superiori in contesti di differenziali di tasso;
  • protezione dalla svalutazione dell’euro in fasi di instabilità geopolitica o inflazione elevata.

Tuttavia, è fondamentale non considerare questa scelta in modo isolato. Uno degli elementi chiave da analizzare è quanto investimento azionario in dollari (ad esempio, in azioni statunitensi) è già presente nel portafoglio. Se hai già un’esposizione significativa verso gli Stati Uniti attraverso l’azionario, aggiungere anche obbligazioni in dollari potrebbe sbilanciare eccessivamente la componente valutaria, aumentando la volatilità complessiva per effetto del cambio.

Al contrario, se il portafoglio azionario è fortemente eurocentrico, includere una quota di bond in valute estere — ben selezionate — può migliorare la diversificazione valutaria globale e offrire una copertura naturale contro scenari macro divergenti.

In Nevist SCF, la scelta di includere obbligazioni in valuta diversa dall’euro viene sempre effettuata in funzione dell’intero portafoglio, integrando analisi quantitative e simulazioni sull’effetto complessivo della valuta su rischio e rendimento.

Conclusione


Comprendere la duration e la convexity è fondamentale per chi vuole investire in obbligazioni in modo consapevole. Questi strumenti ti permettono di:

  • leggere i rischi impliciti in ogni bond;
  • scegliere consapevolmente la scadenza adatta ai tuoi obiettivi;
  • costruire portafogli che si adattano meglio a scenari di mercato in evoluzione.

Questi argomenti vengono approfonditi nell’articolo: BTP italiani: perché convengono oggi

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