Perché investire in azioni è affascinante, ma richiede competenze
L’investimento azionario affascina molti investitori per una ragione semplice: partecipare al capitale di un’azienda significa potenzialmente partecipare alla sua crescita futura. Tuttavia, capire come comprare le azioni e, soprattutto, in quali azioni investire, richiede molto più di un semplice click sul proprio home banking.
Un’azione non è solo un codice ISIN o un titolo da acquistare: è una partecipazione reale al capitale di un’azienda. Quando acquisti un’azione, diventi socio a tutti gli effetti, con i diritti e i rischi che ne conseguono.
Prima di prendere qualsiasi decisione, è necessario comprendere che gli investimenti in azioni espongono il capitale al rischio di mercato, al rischio settoriale e al rischio specifico dell’impresa. Non si tratta solo di valutare un grafico: si tratta di analizzare dati, contesti macroeconomici e microeconomici, bilanci e prospettive strategiche; si tratta di prendere in considerazione diverse informazioni di natura qualitativa e quantitativa per poi combinarle e arrivare ad un giudizio finale.
Come comprare le azioni: i passaggi da conoscere
Per prima cosa, ciascun investitore deve avere ben presente quello che è il suo profilo di rischio, l’importo che può investire sulla singola azione e l’orizzonte temporale dell’investimento.
Successivamente, è bene procedere con la raccolta di diverse informazioni sull’azione target:
1. individuazione del settore e del contesto macroeconomico;
2. valutazione dei multipli di mercato e confronto con i peer;
3. analisi fondamentale dell’azienda (bilancio e prospettive future).
Queste diverse analisi devono poi essere combinate assieme per avere una rappresentazione completa dell’azienda, dei suoi punti di forza e di debolezza, delle sue prospettive future e di quelli che possono essere i prezzi obiettivo. L’azione deve poi essere monitorata nel tempo, sempre considerando il portafoglio d’investimento nel suo complesso. Ricorda: ogni azione va sempre valutata nel contesto del portafoglio complessivo.
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Vediamo ora i tre passaggi fondamentali per una corretta valutazione: il contesto macroeconomico, i multipli e l’analisi fondamentale.
Contesto macroeconomico e rischio paese: elementi decisivi
Quando si valutano gli investimenti in azioni, non si può ignorare il contesto esterno:
- rischio paese, legato alla stabilità politica, fiscale, monetaria e normativa del Paese in cui l’azienda ha la sua sede o le sue attività principali: questi aspetti sono particolarmente importanti per i paesi in via di sviluppo;
- andamento dei tassi di interesse, che impatta sul costo del capitale e sui modelli di valutazione;
- ciclo economico, che influenza i ricavi e i margini delle imprese;
- trend settoriali, come la transizione energetica, la digitalizzazione, i cambiamenti demografici;
- dinamiche valutarie, cruciali per le aziende esportatrici o con supply chain internazionali.
Analisi dei multipli: un approccio (apparentemente) semplice
I multipli di valutazione, permettono un’analisi rapida, ma nascondono diverse insidie. Vediamo alcuni esempi.
- Price to Earnings (P/E): è il rapporto tra il prezzo di mercato e gli utili per azione. In linea generale, un valore basso può indicare un titolo sottovalutato, mentre un valore elevato può riflettere aspettative di crescita molto forti. Tuttavia, un P/E alto non è necessariamente un segnale negativo, se supportato da solidi fondamentali e prospettive future robuste.
- Price to Book (P/B): misura il rapporto tra prezzo di mercato e valore contabile per azione. Anche in questo caso, valori bassi possono suggerire sottovalutazione, ma un P/B molto contenuto può anche segnalare problemi aziendali gravi o una scarsa redditività attesa.
- EV/EBITDA: confronta il valore d’impresa (Enterprise Value, ossia capitalizzazione di mercato più debito netto) con la redditività operativa (EBITDA). È utile per valutare aziende con strutture di capitale diverse e consente un confronto più neutro rispetto al P/E.
Confrontare questi multipli con quelli di aziende simili nello stesso settore (i cosiddetti peer) aiuta a comprendere se il titolo è correttamente prezzato. Tuttavia, un’analisi dei multipli condotta senza contesto può risultare fuorviante: alcuni indicatori potrebbero non essere disponibili o significativi (ad esempio, in presenza di utili o EBITDA negativi), mentre aziende con multipli apparentemente elevati potrebbero risultare comunque attraenti per via della loro solidità finanziaria o delle prospettive di crescita superiori alla media
Insomma, i multipli sono spesso la prima tappa dell’analisi, ma da soli non bastano per decidere se comprare o meno un’azione.
Analisi fondamentale: come capire il valore reale di un’azione
Per questi motivi, è necessario integrare tutte le valutazioni con l’analisi fondamentale dell’azienda. Gli elementi chiave da esaminare includono:
- stato patrimoniale, per capire la solidità dell’azienda (debiti, patrimonio netto, immobilizzazioni);
- conto economico, per analizzare ricavi, margini, utile netto e la loro evoluzione storica e prospettica;
- rendiconto finanziario, per capire la capacità dell’impresa di generare cassa vera;
- crescita degli utili attesa e sostenibilità nel lungo periodo;
- governance (in particolare, composizione del board, politica dei dividendi e payout ratio);
- posizionamento competitivo, vantaggio competitivo (moat), leadership di mercato.
Valutare ciascuno di questi elementi è complesso, e lo è ancora di più quando li si inserisce nel contesto complessivo dell’azienda.
Perché scegliere le azioni giuste da soli è spesso un errore costoso
Il mercato azionario è pieno di esempi di errori fatti da investitori retail che si sono affidati al passaparola, ai titoli di giornale o ai consigli sui social. Investire in azioni non è un gioco né una scommessa. È un processo tecnico e strategico che richiede competenze analitiche, visione d’insieme e consapevolezza dei propri limiti cognitivi.
Ecco perché è fondamentale affidarsi a un professionista indipendente, che possa supportarti con strumenti oggettivi e senza conflitti di interesse. Nevist SCF adotta un modello di consulenza fee only: i consulenti selezionano solo le azioni e gli strumenti più adatti, con trasparenza, imparzialità e un approccio basato esclusivamente sul tuo interesse.
Il valore aggiunto di Nevist SCF risiede:
- nell’analisi personalizzata basata sul tuo profilo e sui tuoi obiettivi;
- nella costruzione di portafogli efficienti, diversificati e coerenti con il rischio sostenibile;
- nell’educazione finanziaria continua, per aiutarti a capire le scelte fatte;
- nel monitoraggio costante dei titoli in portafoglio, senza mai toccare il tuo conto titoli.
Conclusioni: investire in azioni richiede metodo, non intuito
In conclusione, sapere come comprare le azioni è solo il primo passo. Il vero valore sta nel saper valutare, selezionare e monitorare. Gli investimenti in azioni sono uno strumento potente di crescita patrimoniale, ma solo se affrontati con consapevolezza e competenza.
Se vuoi investire in azioni in modo serio e personalizzato, evitando gli errori più comuni, Nevist SCF è al tuo fianco con un approccio rigoroso e indipendente. Perché quando si tratta del tuo patrimonio, non si improvvisa: si pianifica, si studia, si agisce con metodo.
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Fonti:
- CFA Institute: www.cfainstitute.org
- Investopedia: www.investopedia.com
- OECD Risk Country Reports: www.oecd.org
- Consob – Guida agli strumenti finanziari: www.consob.it
- Borsa Italiana – Approfondimenti sui bilanci: www.borsaitaliana.it





